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LA RINATA QUESTIONE MORALE

Otto Dix , Trittico della metropoli – 1927/28

“Quel matrimonio tra politica e denaro la terza via in cui si è smarrita la sinistra.
Il Pd deve ripartire prima di tutto dalla questione morale che comprende anche quella sociale La perdita di consenso è iniziata nel momento in cui Sono stati sdoganati i soldi “L. Annunziata

A proposito della questione morale di berlingueriana memoria , rispolverata ora per l’occasione delle note vicende Panzeri /Soumahoro dei  deprecabili episodi di corruzione , false fatturazioni e altro leggo ,che in sostanza, l’Annunziata imputa la responsabiltà dei fenomeni corruttivi all’innamoramento per il capitalismo di parte della sinistra , nel  senso che ha portato a pensare che essa, la politica , viene considerata anche come  un legittimo passaggio verso un altro percorso più remunerativo. Sarebbe stata cioè la ricerca cioè di una terza via tra capitalismo e socialdemocrazia , dice lei ( anche se in realtà la terza via era nata come l’ alternativa tanto al modello sovietico quanto alla pratica delle esperienze socialdemocratiche, vedi Lucio Magri, ma ormai il rigore è cosa del passato…) avrebbe aperto la strada ad una serie di fenomeni corruttivi. Io credo , invece, che il centro del problema sia  il tema il potere fine a se stesso, come fine e non come mezzo.  Si è confuso la sinistra di governo con la sinistra che sta sempre al governo. L’idea centrale è che  il governo sia lo scopo della politica, mentre non sempre lo è ; a volte è rappresentare al meglio gli interessi del proprio elettorato o del proprio paese e non sempre lo si fa stando al governo. O perlomeno stare al governo non garantisce di per sé che si faccia.

 A volte serve ricostruire, prima di governare. Ricostruire idee , alleanze , rapporti. Abbiamo visto la Meloni che ha portato una partito dal 4% ormai al 30 e ne ha definito il nuovo profilo stando all’opposizione. Certo ora è al governo ma si è presa il tempo per rimettere insieme e ricostruire un’identità diversa da quella del passato.  Nella trasformazione della sinistra e del suo gruppo dirigente in establishment è insita una concezione delle politica secondo la quale un partito che si definisce “di governo” – introducendo una discontinuità con quanto si era  verificato in quasi mezzo secolo di storia della Repubblica con il PCI relegato al ruolo di opposizione a vita, la famosa democrazia bloccata – pare debba stare sempre e comunque al governo , e che sia tale solo  se ci rimane a qualsiasi costo. . Quest’idea ha fatto si che il PD dal 2007 , anno della sua fondazione, abbia governato per ben 11 anni su 13,  in governi risultati dal cambio degli  assetti interni a parlamento. Per carità, nulla di illegittimo per una democrazia parlamentare, ma indicativo, soprattutto piuttosto anomalo se consideriamo che il PD aveva fatto della democrazia maggioritaria , e dell’alternanza,  una delle sue bandiere.  

C’è un problema di formazione dei gruppi dirigenti, certamente.
In primo luogo su come ormai si formano i gruppi dirigenti, spesso letteralmente costruiti dai sistemi d’informazione e sui social, poi per  i modi con cui costruiscono le candidature, per la decidere  le quali, con la fine del finanziamento pubblico dei partiti, il tema dei soldi non è assolutamente secondario. Se ti devi pagare le campagne elettorali i soldi servono eccome, e se servono scegli quello che ne può portare di più. Semplice.  Quasi sempre costui ( o costei) è legato anche ad una rete di carattere economico e finanziario. Però a ogni investimento economico corrisponde  la possibilità di un ritorno.

Certo può essere anche non sia ricco di suo,  in questo caso si indebita con l’impegno poi di restituire una volta eletto. Nel caso non riuscisse a farsi eleggere …. Rimane in circolazione come un problema da risolvere, e  Il tema della restituzione rimane.  Quindi o la politica diventa un affare solo per ricchi  oppure la corruzione è dietro l’angolo. A volte entrambe.

D’altra parte quando per anni si inseguono le scelte demagogiche questo succede. Certo la corruzione riguarda ,come abbiamo visto , anche persone tutt’altro che prive di disponibilità economiche. Qui c’entra la natura umana ma anche una seria valutazione delle candidature, e a volte nemmeno in questo modo si annulla il rischio.
In secondo luogo , forse si rimuove, che i recenti scandali e il tema dell’avidità, legato ad intrecci di interessi potere relativi a tipologie organizzative inedite ( no banche e imprese, ma ONG e cooperative) non riguardano i fautori della terza via, bensì i duri e puri combattenti contro il capitalismo.

Più che il tema della questione morale ( che appunto è un problema di morale) io valuterei e analizzerei seriamente quello della doppiezza, tema squisitamente politico che, ahimè , ha sempre avuto un percorso parallelo a quello della purezza ideologica.
Come si sa , gli ideali devono essere sufficientemente alti da poterci passare sotto agevolmente.

Adriolich