
Non vi è dubbio che stare al governo, oltre ad essere impegnativo, produca anche dei considerevoli vantaggi . Se così non fosse non si spiegherebbe perché ogni forza politica aspiri a diventare partito di governo. Tra questi c’è anche l’accesso ad una serie di informazioni di prima mano, più o meno riservate , che all’opposizione sono precluse. Non per cattiveria ma per posizione istituzionale. Ed è giusto che sia così se si intende fare un lavoro coordinato e non esporre a rischi l’azione di governo stessa con parlamentari che intervengono in procedure delicate, rendendo magari vano il lavoro di mesi con dichiarazioni inopportune. Posso dire per esperienza personale , avendo avuto modo di essere parlamentare dell’opposizione prima e di governo poi, che si lavora in condizioni completamente diverse e, com’è ovvio , da parlamentare di maggioranza avevo a disposizione un gran numero di informazioni più o meno riservate di cui tenere conto che mi aiutavano nel mio lavoro. Certo dipendono anche dal ruolo ricoperto, ma insomma è così. E’ responsabilità del parlamentare quella di non divulgarle oppure farlo con tutte la consapevolezza che farlo comporta.
Sulla questione caso Cospito e la divulgazione dei dialoghi avuti in carcere da costui con noti esponenti mafiosi, mi pare ci siano alcuni nodi che vanno chiariti .
I parlamentari hanno il diritto/dovere di recarsi negli istituti di pena per verificare le condizioni dei detenuti. In un paese civile la detenzione deve essere accompagnata, oltre che da misure punitive, anche da condizioni umane.
Vero è che non tutti i detenuti, in condizioni difficili, ricevono la visita dei parlamentari e che anche nel fare le visite occorre tenere conto di una sorta di codice deontologico, tenendo presente la delicatezza di alcune situazioni. Anche i parlamentari devono avere il senso del limite nell’esercizio della loro funzione.
La composizione della “delegazione “ del PD, fa pensare che l’obiettivo della visita andasse ben oltre il problema umanitario. Solitamente la visita viene effettuata dal parlamentare del collegio, in questo caso Silvio Lai che infatti era presente. Certo che se ti presenti ,anche e nientemeno, con un componente della commissione giustizia on. Verini, il capogruppo alla Camera on. Serrachiani e un ex ministro della Giustizia on . Orlando, mi pare evidente che l’aspetto umanitario sia ormai diventato un caso politico di rilevo nazionale.
E’ certamente una scelta legittima se non fosse per alcuni dettagli inquietanti :
- Il detenuto in questione, Cospito è sottoposto al 41 bis cioè ad un regime di carcere duro volto a ostacolare le comunicazioni dei detenuti con le loro organizzazioni criminali all’esterno , i contatti tra appartenenti a una stessa organizzazione all’interno di un carcere e tra gli appartenenti a diverse organizzazioni criminali. In un primo momento avevo trovato improprio che fosse sottoposto a questo regime considerato che non si tratta di un mafioso. Analizzando i fatti ho cambiato idea.
- Cospito , anarchico insurrezionalista, ha una condanna per terrorismo per avere gambizzato l’amministratore delegato dell’Ansaldo , avere piazzato una bomba nella sede dei Ris dei carabinieri di Parma che non esplose per un errore dell’interruttore ( sull’ordigno venne trovato il suo DN) e avere spedito pacchi bomba a Cofferati, Chiamparino e ad un’impresa che lavorava con gli immigrati. Infine ha piazzato due bombe temporizzate ordigni in un paio di cassonetti in prossimità della scuola di polizia di Fossano ( Cuneo) con l’obiettivo di farla saltare. Il fatto che come bombarolo sia piuttosto imbranato non modifica di una virgola la gravità delle sue intenzioni: fare una strage.
- Cospito, prima del 41 bis , ha sempre cercato di mantenere i contati con le organizzazioni esterne mandando messaggi . Continua a farlo ancora ora . Mentre si spostava in carcere per i colloqui con l’avvocato, parlava con i boss mafiosi nella fattispecie Francesco Presta killer della ‘ndrangheta e Di Maio dei Casalesi che non solo lo incoraggiavano nella sua battaglia contro il 41 bis ma ai quali lui assicurava che fuori non si stanno muovendo solo gli anarchici ma anche le associazioni . Quindi non solo manteneva contatti con l’esterno ma coordinava rapporti e operazioni, così aveva fatto anche in precedenza ragione per cui è stato messo al 41 bis. Se continua a farlo forse non il 41 bis non è poi così tanto efficace. Mi spiace ma il 41 bis ci sta tutto
- Cospito sta facendo uno sciopero della fame da circa tre mesi. Il ministro ha deciso il suo trasferimento per ragioni di salute al carcere di Opera in condizioni di detenzione meno dure. Ha fatto bene, ma per cortesia non trasformiamolo in vittima. Su questo, per una volta sono d’accordo con Travaglio. Non è lo stato che lo sta torturando . E’ una pena che si autoinfligge.
Veniamo alla questione più prettamente politica.
Il ministro Nordio ha chiarito che la natura del documento del DAP citato da Donzelli non svela contenuti sottoposti al segreto investigativo o rientranti nella disciplina degli atti classificati, in altre parole non erano documenti secretati e avere parlato dei contenuti del rapporto non è stato illegittimo .
Probabilmente il 41 bis va modificato non nelle sue intenzioni di fondo, cioè impedire che i mafiosi dal carcere continuino la loro attività direzionale nei confronti dell’organizzazione di appartenenza, ma per l’umanizzazione delle condizioni generali, potere leggere un libro piuttosto svolgere, seppur in isolamento , attività pratiche o intellettuali e nella sua efficacia.
Il nostro ordinamento prevede la carcerazione come strumento punitivo ma con l’obiettivo di una possibilità di recupero del detenuto. Non può essere però riscritto dando l’impressione di doverlo fare sotto la pressione di mafiosi e terroristi. Sembrerebbe un cedimento. Per questo è necessario che la pressione cali e anche i toni. Da parte di tutti.
Nell’attacco di Giovanni Donzelli capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia al Pd , eccessivo, non ci vedo né inesperienza, né una formazione vincolata al ruolo dell’opposizione. Al contrario nel suo intervento si può leggere tutta l’irritazione di chi, stando al governo, vede come un tema di questo genere possa diventare strumento di battaglia politica contro di esso .
Qui si innesta un problema molto serio sul quale registro una notevole degenerazione e cioè su come concepire il rapporto tra governo e opposizione e sul ruolo dell’opposizione.
In un paese democratico il ruolo e la presenza di un’opposizione è centrale. Se non esiste l’opposizione semplicemente un paese non è democratico.
Compito dell’opposizione , però, non è solo esercitare una funzione di controllo Né tanto meno ostacolare l’azione di governo.
L’opposizione deve indicare gli errori e fare delle proposte per correggerli, suggerire direzioni , in altre parole deve aiutare il governo a governare nel modo migliore, nell’interesse dei cittadini, pur non partecipando direttamente al governo.
Non si pagano i parlamentari per distruggere il paese bensì per risolverne i problemi
Per questo nelle grandi democrazie esistono i governi ombra che, nella chiarezza dei rispettivi ruolo, fanno contro proposte.
La nostra repubblica non ha una storia di maggioranze e minoranze conflittuali nella costruzione delle istituzione né di fronte a temi di interesse nazionale, se non per frange minoritarie; seppur le forse politiche della prima repubblica avessero differenze ideologiche tra loro ben più profonde di quelle attuali, bensì ha una tradizione di storie diverse che al momento di salvaguardare le istituzioni trovavano soluzioni comuni ,per il bene dello stato e del paese.
Non su tutti i temi si può e deve concordare , su alcuni è indispensabile.
E’ questo il caso. Sulla lotta alla mafia e al terrorismo non si può scherzare.
Bisogna necessariamente lavorare insieme e interrompere questo lungo ciclo temporale ormai trentennale, secondo il quale, nel nome dell’interesse di parte , si possono anche delegittimare le istituzioni. Vale sia sul piano nazionale che su quello locale.
La cosiddetta Seconda repubblica – anche se ho solo la certezza che sia finita la Prima, la seconda devo ancora vederla – deve uscire dalla sua fase adolescenziale, io e i miei amici , e diventare adulta, mi prendo delle responsabilità comuni , tra queste quella di concordare linee condivise per sconfiggere mafie e terrorismo.
Altrimenti daremo corpo all’amara considerazione di Giovanni Falcone: In certi momenti, questi mafiosi mi sembrano gli unici esseri razionali in un mondo popolato di folli.
Non vorrei mai.
Adriolich