
Andy Warhol, Dollar Sign 1982
Superata una prima fase di doveroso sconcerto per le numerose dichiarazioni di Trump, che si conferma essere un personaggio piuttosto discutibile, rifuggendo per un momento dall’inevitabile disorientamento, ho cercato di mettere a fuoco le ragioni del successo di Trump, perché da quello occorre partire: i motivi per cui gli americani lo hanno votato per la seconda volta , nonostante i precedenti.
E’ chiaro che a nessuna persona normale verrebbe in mente di dire, a gente sotto le bombe, dove sei ci faremo un bel villaggio turistico. La dichiarazione fatta in un momento come questo, risulta cinica, fuori posto e persino offensiva.
Però occorre andare oltre il giudizio morale, spesso la politica si ferma qui, manco fosse una congrega di preti, per comprendere il senso preciso delle dichiarazioni di Trump e capire che tipo di risultati intendano produrre.
E se ci pensiamo bene, le dichiarazioni di Trump , pur essendo certamente molto eccentriche ancorché discutibili , hanno una loro base razionale molto forte.
In sostanza Trump dice ai palestinesi occhio , perché se andate avanti così non solo vi mandiamo via da Gaza, ma vi compriamo pure il posto dove state.
La visione mercantile di Trump è esplicita , non filtrata da alcuna ipocrisia né paravento ideologico.
Fa il paio con altre dichiarazioni in precedenza, tipo compreremo la Groenlandia.
Semplicemente se ha bisogno di qualcosa, se la compra. E’ l’approccio di un imprenditore.
Simile a quello che aveva Berlusconi , che essendo però europeo e specificamente italiano, sapeva di non potere esplicitarlo perché fuori dai valori e del sentire comune della sua comunità d’appartenenza.
Com’è ovvio le sue esternazioni hanno prodotto reazioni molto forti , in primo luogo da parte titolari di diritti sulle aree interessate, o almeno che si ritengono tali , governo danese e palestinesi in primis, ma anche dalla gran parte del mondo politico e dell’opinione pubblica internazionale che ha gridato allo scandalo, parlato di neo colonialismo e neo imperialismo degli Stati Uniti.
Orbene, sappiamo per esperienza che le insane voglie di colonizzazione, storicamente, non partono da pulsioni megalomani, che al massimo sono un effetto secondario, bensì da necessità economiche: manodopera a basso costo, reperimento di materie prime, sfruttamento delle risorse naturali.
Le roboanti dichiarazioni sulla grandezza della patria sono a sostegno delle basi economiche e la loro legittimazione morale e politica.
Insomma, torniamo alla a famosa distinzione tra struttura e sovrastruttura che invito tutti ad andare a rivedere, perché a furia di parlare di cose risibili, ci siamo dimenticati, per un lungo periodo , che è l’economia a fare marciare il mondo, non la filosofia.
A costo di sembrare cinica quanto Trump voglio ricordare a tutti che il sistema della compravendita, in politica, nella storia del mondo è stato largamente praticato:
l’Alaska fu venduta dall’impero russo e acquistata dagli Stati Uniti nel 1867 a 4,74 dollari al metro quadro ;
la Francia vendette la Louisiana Purchase, che la Spagna, nel 1800 aveva ceduto a suo volta alla Francia non sotto il pagamento di cifre esplicite ma negoziando delle condizioni. Nel 1803 agli Stati Uniti la comprarono per 15 milioni di dollari.
la Spagna cedette la Florida agli USA a 5 milioni di dollari
il Messico cedette il Gadsden Purchase, agli USA , nel 1853
le Isole Vergini danesi furono acquistate dagli Stati Uniti, nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale al prezzo di 25 milioni di dollari.
Possiamo ragionevolmente pensare che la cessione forzata per quasi un secolo di Hong Kong alla Gran Bretagna abbia comportato per quest’ ultima , notevoli vantaggi economici , anche se non è stato stilato un contratto di comodato gratuito.
Spesso nella storia, nella fase coloniale, si è ricorsi allo strumento del protettorato che consentiva alla nazione in difficoltà di ricavare dei vantaggi economici da una situazione critica, ovviamente tutelando anche i vantaggi di quella più forte. Sono stati protettorati il Marocco ( francese) , l’Egitto (inglese), Zanzibar ( inglese).
Andando ancora più lontano, la creazione del Getto ebraico a Venezia, consentiva alla repubblica Serenissima di tenere sotto controllo la comunità ma anche di imporre più facilmente tasse sulle loro attività commerciali e al contempo di proteggere la comunità ebraica in caso di persecuzioni e alla comunità ebraica di svolgere l’attività di prestito di denaro che la religione cattolica vietava, da cui la repubblica Serenissima , però traeva grandi vantaggi.
Infine lo stesso stato di Israele non è solo il risultato storico di un occupazione illegittima dei territori, fatto che riguarda solo la storia relativamente recente e condannato dalla comunità internazionale perché partita negli anni ’60. Lo stato iniziale di Israele si costituisce attraverso il regolare acquisto dei terreni dai proprietari terrieri latifondisti arabi, soprattutto siriani e o libanesi ( era ancora impero Ottomano) che spesso vivevano altrove, da parte degli ebrei.
Le terre, infatti, non erano dei palestinesi, che essendo comunità nomadi, semplicemente si spostavano su terreni di proprietà altrui.
Per arrivare ai nostri giorni nei quali milionari e miliardari comprano posti nei parlamenti, nei partiti, nei governi, e intere campagne elettorali. Il fatto che tutto venga spacciato per finanziamento dei partiti , non cambia la sostanza.
Lo stesso fanno alcuni stati per raggiungere alcuni obiettivi, abbiamo visto il recente caso Qatar
Pago la politica perché faccia i miei interessi.
Perché mai il giudizio morale dovrebbe toccare solo Io come stato o miliardario che compra i servizi?
La politica che si vende è perfino peggio.
Moralmente tutto ciò, me ne rendo conto, può creare un certo disgusto, a me per prima.
Però, nella pratica, la gratificazione economica in cambio di una resa politica o di uno scambio di favori, è molto più diffusa di quanto tutti siano disposti ad ammettere e va dal voto di scambio, alla corruzione dei politici, al finanziamento dei partiti , alla compravendita di parti di territori o stati.
Sia nelle relazioni internazionale che in quelle interne.
I Patti Lateranensi concessero una serie di vantaggi economici alla Chiesa in cambio di un riconoscimento del regime fascista ( se firmo i patti ti riconosco) l’Italia si impegnò a rinunciare a qualsiasi rivendicazione sullo Stato Pontificio e a pagare 750 milioni di lire in contanti (una somma ingente all’epoca) 1 miliardo di lire in titoli di Stato italiani a lungo termine.
Con questo si chiuse l’annosa Questione romana che vide i papi rifiutarsi di riconoscere i nuovi confini dell’Italia.
Così come , ad esempio, la spinosa situazione del Trentino Alto Adige fu risolta concedendo alle provincie trentine di trattenere il 90 % delle tasse sul territorio , così come ad altre regioni complicate fu concesso lo status di Regioni a statuto speciale con vantaggi economici molto rilevanti.
Celebriamo in questi giorni il Giorno del ricordo. I beni abbandonati degli esuli giuliano dalmati servirono per pagare i danni di guerra al governo jugoslavo.
La Cassa del mezzogiorno fu, per la Democrazia Cristiana , uno straordinario strumento di consenso ed erogazione di fondi in cambio di voti.
Trump, esponente multimiliardario della finanza della finanza globale, semplicemente dice ai palestinesi, vi compro i terreni, voi sloggiate per sempre e invita gli stati arabi, Giordania ed Egitto ad accettarli suoi loro territori, cosa che pare non siano intenzionati a fare, creando qualche problema nella solidarietà tra arabi.
La forza dell’idea di Trump sta nel fatto che lui possiede i soldi per fare l’operazione e trasformerebbe quella che nella storia sarebbe stata una deportazione forzata in uno sfratto esecutivo, magari debitamente risarcito.
Se i palestinesi non dovessero trovare accoglienza sarebbe manifesta la solidarietà strumentale dei paesi arabi nei confronti della causa palestinese.
L’unica variante è che, in altri tempi, disponibilità finanziarie di questo genere, sarebbero state solo degli stati, ora sono anche di alcuni privati. Non è cosa da poco.
Trump, presidente degli Stati Uniti, ma anche miliardario, sembra pazzo perché introduce nel dibattito politico modalità che sono tipiche del linguaggio imprenditoriale.
Sul piano morale non è più simpatico del famoso Scrooge del Canto di Natale di Dickens, ma rappresenta una realtà.
Però negli ultimi decenni abbiamo visto che l’elemento andato più in crisi è la separazione dei poteri e delle aree d’influenza.
Lo spettacolo è entrato nella politica, la politica è entrata nello spettacolo e nell’economia, l’economia si è appropriata della politica, la magistratura ha scelto per la politica, i sindacati si sono fatti imprenditori e pubblica amministrazione, gli imprenditori hanno creato partiti, i partiti sembrano club, i club influenzano la politica, le cooperative sono diventate imprese a tutti gli effetti, i dipendenti partite Iva, gli artigiani lavoratori per pezzi di produzione industriale, e via di seguito.
La perdita di ogni confine nel mercato globale è la caratteristica principale di quest’epoca, così come le grandi concentrazioni di capitali, a volte superiori addirittura ai bilanci di degli stati, nelle mani di poche persone.
Non è una differenza da poco , mi rendo conto, ma è la realtà.
Che questo non comporti anche una diluizione dei confini nazionali è una pura illusione .
Succederà e anche molto in fretta. E’ la crisi profonda dello stato – nazione.
La trasformazione tecnologica ha prodotto un cambiamento antropologico e sociale avvenuto, nella storia, solo durante la prima rivoluzione industriale.
Trump, nel bene e nel male, è il simbolo di questo cambiamento.
In altre parole, non solo il capitalismo ha vinto il grande passaggio storico della Guerra fredda ma ha occupato anche ambiti, per loro funzione, estranei all’economia e detta le regole usando il denaro come strumento di regolazione.
Lo statuto di Hamas è prima di tutto un manifesto politico contro il capitalismo del fondamentalismo islamico. Il tema centrale è la lotta al capitalismo con tutta la sua perdita di identità e la frantumazione ideale che comporta, rappresentata dagli Stati Uniti e dalla finanza ebraica.
Questa è la ragione per cui la lotta dei palestinesi sta particolarmente a cuore alla sinistra crepuscolare mondiale, ma anche ai resti dell’impero russo impegnato contro quella che ritiene essere l’invasione occidentale in Ucraina.
Residui di un pensiero nostalgico e rivolto al passato, tuttavia non privi, essi stessi, di esiti nefasti.
Basti pensare alla noncuranza con cui sono stati, e sono, trattati alcuni eventi perché non ascrivibili tra le guerre contro l’occidente, per esempio quella avvenuta nella ex Jugoslavia, oppure la sanguinosa che ha interessato la Siria per un decennio e di cui a nessuno di costoro è importato pressoché nulla. Naturalmente alla Russia sì.
Il conflitto tra Israele ed Hamas è altamente simbolico ed è per questo, non per il numero di morti, anche se oggettivamente troppi, che suscita tanto interesse e scalpore.
Certo la risposta all’attacco di Hamas del governo Netanyahu è stata esageratamente dura e rappresenta il segnale della volontà di chiudere la vicenda in modo definitivo.
Così come è altrettanto chiaro che Trump abbia le stesse intenzioni.
In questo quadro la visione commerciale di Trump, pagare i palestinesi perché se ne vadano, potrebbe perfino essere il minore dei mali ed avere molte speranze di riuscita.
Certo se succedesse, per i fondamentalisti islamici rappresenterebbe una vittoria della capacità corruttiva dell’occidente e del capitalismo, soprattutto sionista e un trionfo pratico e valoriale molto evidente.
E Trump lo sa benissimo.
Non so esattamente dove possa andare il mondo in questa complessa, quanto turbolenta fase.
So solo che Trump, attualmente, la rappresenta al suo punto massimo.
Adriolich